Baking make up: a lezione di trucco!

Baking make up: a lezione di trucco!

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Dopo il momento d’oro del Contouring, quando pensavamo di avere ormai raggiunto l’ultima frontiera nel campo del make up, arrivò a sorpresa lo Strobing, altra tecnica di make up che, oltrepassando l’ultima frontiera, dimostrò, sfruttando la naturale vocazione della luce, che con un unico prodotto era possibile ottenere volti luminosi e splendenti. A questo punto della storia pensavamo tutti che, dimostrato tutto il dimostrabile, null’altro potesse venir fuori dal grosso calderone della creatività di chissà quale make up artist. E invece è successo di nuovo.

Eccoci qui a parlare di uno tra i make up, secondo me, più stravaganti e intensi degli ultimi tempi: il Baking.

A metà strada tra un trucco da palcoscenico e un trucco da geisha, da cui tra l’altro riprende alcuni spunti, sostanzialmente consiste in un procedimento di stratificazione di vari prodotti, a partire dal primer, passando al correttore, quindi al fondotinta, al blush e in ultimo alla cipria, utilizzata anche per fissare tutti i prodotti precedentemente stesi.

Baking e bellezza

È sicuramente un trucco molto elaborato, che richiede l’impiego di una certa tecnica, per andare a realizzare un make up senza scadere nel grottesco, ma soprattutto di una certa quantità di prodotti che ne fanno un trucco indubbiamente non a buon mercato.
Il risultato finale, d’effetto ma altrettanto poco naturale, lo rendono più adatto ad eventi modaioli o alla fotografia pubblicitaria, piuttosto che alla vita di tutti i giorni, dove un aspetto fresco e naturale meglio si addice ai ritmi frenetici e intensi che la contraddistinguono. Per non parlare poi del tempo che dovremmo dedicare tutte le mattine al make up. Da escludere quindi per tutte coloro che sono solite terminare di truccarsi in macchina! Da non sottovalutare poi il fatto che la pesantezza che lo caratterizza lo rende poco adatto alle pelli non più giovanissime, per l’alto rischio di evidenziare drammaticamente tutte le rughe e i segni di espressione dovuto alla mancanza di esperienza.

La tecnica

La tecnica del Baking utilizza prodotti piuttosto coprenti, come correttori, primer, fondotinta e blush , fissandoli con la cipria, che viene stesa in modo abbondante in alcune zone del viso e lasciata a fissare il trucco, soprattutto su zigomi e contorno occhi, mento e naso, in quanto zone prominenti e maggiormente soggette allo sfaldamento dei pigmenti di colore. La cipria impiegata deve essere traslucida e bianca, meglio se in polvere e stesa generosamente, per un effetto più coprente.

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Realizzato senza eccessi, per non scadere in una femminilità eccessiva e parodica, è una tecnica che consente di nascondere qualche rughetta o altra imperfezione della nostra pelle. Utilissima senza dubbio per fissare il trucco ed evitare quell’effetto lucido tipico delle pelli grasse.
Si procede applicando dapprima un primer o comunque una base per il viso, quindi un correttore, possibilmente di una tonalità più chiara della pelle per ottenere un effetto illuminante, un fondotinta e infine un blush. La particolarità sta nel fatto che tra l’applicazione di un prodotto e la successiva è necessario stendere un velo di cipria, che andremo ogni volta a rimuovere con una spugnetta umida. Finito di realizzare la base si passa al fissaggio finale. Andremo quindi a coprire il make up realizzato con un’abbondante strato di cipria o polvere di riso, lasciandolo in posa sulla pelle a fissare definitivamente il trucco (per un buon risultato occorrerà attendere almeno una trentina di minuti), quindi si andrà a rimuovere gli eccessi, di trucco e di cipria, utilizzando la solita spugnetta umida. Il risultato? Una pelle perfetta: uniforme e compatta.

Una curiosità: il nome è anglosassone e significa letteralmente: cottura al forno. Probabilmente è stato suggerito dall’analogia tra i tempi di posa che separano una stesura di prodotto e l’altra, con i tempi di cottura di una pietanza! Vanno entrambi rispettati, altrimenti il risultato sarà un disastro!