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Paraffina: fa male veramente oppure no?

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Negli ultimi anni è andato sviluppandosi in rete un allarmismo chimico che ha portato a demonizzare, spesso a torto, ora questa ora quell’altra sostanza. E’ il caso della paraffina. Ma fa veramente male oppure no?

è corretto parlare di chemofobia anche per l’uso della paraffina cosmetica?

La “chemofobia” altro non è che paura della chimica. Un timore spesso generalizzato. Si considerano, cioè, “nocive e pericolose” tutte sostanze di sintesi. Il motivo? Spesso solo perché sintetiche, non considerandone altri aspetti fondamentali. Concentrazione, formulazione, sinergia con altre sostanze, e, soprattutto, uso che ne viene fatto.

Perché la paraffina è ritenuta nociva

L’Istituto superiore della Sanità ha predisposto un elenco delle sostanze nocive e ritenute pericolose. La paraffina è una sostanza classificata di Categoria 2. La Categoria 2 classifica le sostanze che presentano elementi sufficienti a far ritenere verosimile che la sostanza possa provocare tumori. Ma allora com’è possibile che la ritroviamo in moltissimi prodotti di bellezza e di detersione in commercio? Una direttiva europea del 2010 ha stabilito che le sostanze di Categoria 2 possono essere impiegate nella produzione cosmetica, a condizione che derivino da oli certificati come “puri”, contenenti cioè non oltre il 3% di impurità pericolose.

Paraffina: fa male oppure no?

La paraffina è un composto ottenuto dalla distillazione del petrolio, che può presentarsi allo stato solido, molle o fluidoparaffina candele. Si distingue per metodo di estrazione e lavorazione. Vediamo perché! La paraffina trova largo impiego non soltanto in campo cosmetico o farmaceutico. La sua resistenza all’acqua e agli agenti chimici la pone alla base della fabbricazione di candele, lubrificanti, imballaggi impermeabili, cere per pavimenti e mobili. Ogni campo di utilizzo prevede uno specifico processo di estrazione e di lavorazione, ed è questo che caratterizza i diversi tipi di paraffine:

  • le frazioni più raffinate (petrolato bianco) vengono impiegate nei preparati cosmetici e farmaceutici;
  • le frazioni meno raffinate sono destinate invece agli impieghi industriali. Possono contenere residui cancerogeni come gli idrocarburi policiclici aromatici, etichettate a rischio R45.

Le paraffine cosmetiche

Le paraffine cosmetiche o farmaceutiche devono rispondere ai requisiti di purezza stabiliti dagli organismi preposti al controllo dei prodotti destinati al consumo. Devono cioè contenere una percentuale pari al 99% di prodotto priva di impurità chimiche, batteriche e metalli pesanti. La caratteristica principale di queste paraffine è l’inerzia. Questo significa paraffina trattamento maniche non interferiscono con il normale funzionamento fisiologico. Inoltre, studi clinici, hanno dimostrato che l’olio minerale di tipo farmaceutico non occlude i pori più di quanto non lo faccia un olio naturale, ma è più stabile, cosa che ne riduce la probabilità di intolleranze cutanee. Tirando le somme, quindi, credo che la generalizzazione di cui parlavamo abbia portato forse anche in questo caso alla demonizzazione di una sostanza che non andava probabilmente iscritta tra i cattivi della classe. Capire è sempre fondamentale!